PIanificazione urbanistica
Metro Linea 2 Torino

La nuova Metro Linea 2 di Torino rappresenta uno dei nostri progetti più ambiziosi, che contribuisce a disegnare una Torino più sostenibile e connessa, trasformando l’architettura in uno strumento concreto di rigenerazione urbana. Con stazioni ispirate ai portici torinesi, materiali sostenibili e un’attenzione al contesto urbano, la proposta sviluppata insieme a UNS, Mijksenaar, Frigorosso, 3BA e WSP nasce da una riflessione sull’identità urbana torinese, caratterizzata da un equilibrio tra rigore formale e ricchezza decorativa, tra tradizione e contemporaneità.

Il progetto approfondisce tre stazioni: Mole-Giardini, San Giovanni Bosco e Carlo Alberto, unite da un sistema architettonico basato sulla reinterpretazione contemporanea dei portici torinesi: le pensiline diventano qui elementi identitari, una sequenza di strutture che evolvono dall’archetipo dell’arco a quello del portale, richiamando gli elementi tipici delle facciate torinesi. Ogni stazione dialoga con il contesto: da un landmark leggero e trasparente accanto alla Mole, a un padiglione aperto nella stazione San Giovanni Bosco, fino a un’infrastruttura che si integra con il tessuto storico e accoglie spazi culturali nella stazione Carlo Alberto. 

Le stazioni della Linea 2 sono progettate come architetture flessibili e modulari, capaci di adattarsi ai diversi contesti mentre il sistema di branding e wayfinding crea un’identità visiva intuitiva e integrata con l’architettura, facilitando orientamento e riconoscibilità della linea. I materiali giocano un ruolo altrettanto centrale, combinando tradizione e innovazione per creare un’immagine chiara e riconoscibile.

Dopo quasi vent’anni di attività su scala nazionale e internazionale, tornare a Torino con questo progetto rappresenta per noi l’occasione per contribuire alla trasformazione della città con un’architettura identitaria, pensata come spazio pubblico capace di incidere in modo duraturo sul paesaggio urbano. Un intervento destinato a diventare parte della memoria collettiva della città, segnando un nuovo capitolo per Settanta7, proprio là, a Torino, dove tutto è iniziato.

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